Bitcoin: la prima compravendita in Italia

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È iniziata a Torino la rivoluzione digitale. Un uomo, a gennaio, ha acquistato il suo immobile pagando in bitcoin. Il primo e non si spera l’unico atto di compravendita in criptovaluta avvenuto nel nostro paese, ovviamente tutto sotto gli occhi attenti di un notaio.

L’atto notarile non sembra essersi discostato molto dal “classico”, almeno secondo il Notaio Remo Morone, che ha raccontato a Idealista.it come si è svolta la compravendita in ogni sua fase. Secondo il Notatio Morone le difficoltà si sono soprattutto riscontrate nella diretta formulazione dell’atto:

– impostare correttamente l’atto: non è chiaro infatti se sia una vendita verso una valuta in un certo qual modo “estera” oppure uno scambio di un immobile verso un bene; la tassazione nei due casi è anche diversa

– definire come possa essere correttamente e legalmente “tracciata” la transazione, con l’indicazione dell’hash delle chiavi pubbliche dei compratori, della TxId e del blocco sulla blockchain in cui è stata inclusa

– chiarire che l’uso della criptovaluta non costituisce violazione del divieto di transazioni “in contanti” oltre un certo valore

– verificare l’eventuale opportunità della segnalazione antiriciclaggio di operazione sospetta

– definire infine, ed è stata la cosa più interessante, come possa essere garantita l’effettiva disponibilità dell’importo al venditore e la sicurezza del pagamento usando la blockchain.

Che possa essere una nuova strada per il Mercato Immobiliare Italiano? Solo il tempo ce lo dirà.

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